Sistemi di accumulo energetico e Wide-Bandgap: Ci siamo quasi

Sistemi di accumulo energetico e Wide-Bandgap: Ci siamo quasi!

I sistemi di accumulo energetico a batteria (noti come BESS, Battery Energy Storage Systems) stanno diventando elementi chiave nel panorama energetico moderno, sostenendo sia veicoli elettrici che fonti rinnovabili. Parallelamente, l’introduzione di dispositivi Wide-Bandgap sta rivoluzionando l’elettronica di potenza, promettendo conversioni più efficienti e compatte. Ecco una panoramica completa su come l’integrazione dei WBG nei BESS aumenti la densità di potenza e l’efficienza, esaminando anche la crescita del mercato dei sistemi di accumulo avanzati (circa 21 miliardi di USD nel 2025, attesi 29,8 miliardi USD nel 2029, CAGR ~9%).

BESS e dispositivi Wide-Bandgap: un binomio per potenza ed efficienza migliori

Un BESS è essenzialmente un sistema di accumulo a batteria elettrochimico che immagazzina energia sotto forma di carica elettrica e la rende disponibile quando necessario. Questi sistemi vanno dalle batterie domestiche per il fotovoltaico alle grandi installazioni industriali o di rete elettrica. La loro importanza cresce di pari passo con la transizione energetica: bilanciano l’intermittenza delle rinnovabili, forniscono energia di riserva e alimentano la mobilità elettrica. Tuttavia, affinché i BESS siano efficaci, devono fornire alta potenza in uscita e perdite minime nella conversione dell’energia immagazzinata. È qui che entrano in gioco i dispositivi Wide-Bandgap.

Dispositivi Wide-Bandgap (GaN e SiC) e vantaggi nei sistemi di potenza

I dispositivi a semiconduttore Wide-Bandgap come GaN e SiC rappresentano la nuova frontiera dell’elettronica di potenza. Rispetto ai transistor al silicio tradizionali (come IGBT o MOSFET di silicio), i componenti WBG hanno un bandgap (banda proibita) più ampio, che si traduce in capacità intrinseche superiori: possono operare a tensioni e temperature molto più elevate, commutare più velocemente e con minori perdite energetiche. In pratica, un convertitore basato su GaN o SiC può funzionare ad alta frequenza di switching, riducendo la dimensione di trasformatori, induttori e condensatori necessari, e dunque diminuendo peso e ingombro del sistema.

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Allo stesso tempo, le perdite di commutazione inferiori si traducono in maggiore efficienza energetica e minore calore da dissipare.

Aumento di densità di potenza ed efficienza nei BESS grazie ai WBG

Aumento di densità di potenza ed efficienza nei BESS grazie ai WBG
Aumento di densità di potenza ed efficienza nei BESS grazie ai WBG

L’integrazione di GaN e SiC nei BESS avviene principalmente nei convertitori di potenza, inverter DC/AC e convertitori DC/DC, che gestiscono i flussi di energia tra la batteria e la rete o i carichi.

Anche i dispositivi GaN mostrano il loro valore: soluzioni GaN a 650 V sono state sperimentate in microreti residenziali a 400 V DC, dimostrando la fattibilità di BESS compatti per applicazioni domestiche o commerciali.

Dal residenziale al utility-scale, i vantaggi si estendono a tutte le scale di potenza. Ma progressi notevoli avvengono anche in ambito alta potenza: ad esempio, General Electric ha installato un inverter da 1 MW completamente in SiC per impianti solari, ottenendo un’efficienza da primato e riuscendo a raffreddare il sistema con sola aria grazie alle minori perdite. Questo dimostra che l’uso di WBG consente non solo di migliorare l’efficienza, ma anche di semplificare la progettazione (meno moduli in parallelo, niente componenti oversize) e i sistemi di raffreddamento.

Un mercato in rapida crescita: sistemi di accumulo avanzati e nuove tecnologie

L’adozione crescente dei sistemi di accumulo energetico e sistemi di backup energetico si riflette chiaramente nei numeri di mercato. Il settore degli “advanced energy storage systems”, che comprende sia soluzioni elettrochimiche (batterie avanzate) sia altre tecnologie di accumulo,  vale circa 21 miliardi di dollari nel 2025, e si stima raggiungerà 29,8 miliardi di dollari entro il 2029 (crescita annuale composta ~9% nel periodo).

Questo tasso di crescita elevato è trainato da diversi fattori convergenti. Da un lato vi sono le politiche climatiche e gli obiettivi di riduzione delle emissioni, che spingono verso una maggiore adozione delle rinnovabili e la necessità di accumulo per stabilizzare la rete. Dall’altro, l’elettrificazione dei trasporti (con il boom dei veicoli elettrici EV e HGV) sta generando una domanda senza precedenti di batterie sia a bordo dei veicoli sia nelle infrastrutture di ricarica.

Anche la modernizzazione delle reti (smart grid, microgrid) e la ricerca di maggiore affidabilità energetica contribuiscono a questa espansione.

Sistemi ibridi

In parallelo, il settore sta vivendo importanti trend tecnologici: ad esempio, stanno emergendo sistemi ibridi (accumulo combinato con altre soluzioni come il pompaggio idroelettrico o supercapacitori), l’idea dei virtual power plant (VPP) che aggregano molti piccoli accumuli, software avanzati di energy management e il riutilizzo di batterie second-life provenienti dai veicoli elettrici.

Batterie litio-ione, allo stato solido e zinco-aria: il ruolo delle nuove tecnologie

Nel panorama dei sistemi di accumulo moderni, le batterie al litio-ione (Li-ion) mantengono oggi la leadership. La chimica Li-ion continua ad evolversi: si sono diffuse varianti più sicure ed economiche come il litio-ferro-fosfato (LFP), e si esplorano nuovi materiali per aumentare la densità energetica (anodi al silicio, catodi ad alto tenore di nickel, ecc.). Non a caso, la produzione in scala ha fatto crollare i costi delle celle di oltre il 90% nell’ultimo decennio, rendendo l’accumulo su batteria sempre più accessibile.

Verso le batterie a stato solido

Tuttavia, la comunità scientifica e industriale guarda già oltre l’orizzonte delle Li-ion tradizionali. Una delle innovazioni più attese sono le batterie allo stato solido, dove l’elettrolita liquido infiammabile viene sostituito da un materiale solido. Questa scelta progettuale promette maggiore sicurezza (niente rischio di fuga termica o incendi), oltre a potenzialmente più alta densità di energia e cicli di vita più lunghi.

Prototipi esistono già e alcune aziende prevedono di avviare produzioni pilota entro pochi anni e potrebbero comparire su veicoli elettrici di fascia alta tra il 2027 e il 2030.

Ad oggi, rimangono ancora sfide da superare, ma l’interesse è altissimo e il progresso procede rapidamente.

 Puntando alle batterie zinco-aria

Accanto al litio, un’altra tecnologia emergente e molto discussa è quella delle batterie zinco-aria. A differenza delle Li-ion, le celle zinco-aria sfruttano l’ossigeno dell’aria come reagente, combinandolo con un anodo di zinco. Il vantaggio (teorico) è una densità energetica estremamente elevata e costi potenzialmente bassi, dato che lo zinco è abbondante e poco costoso.

Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha evidenziato che le batterie zinco-aria potrebbero raggiungere densità fino a 440 Wh/kg (1.670 Wh/L), valori ben superiori alle attuali batterie al litio, mantenendo peraltro una tensione di scarica stabile.

Inoltre, queste batterie sarebbero intrinsecamente sicure (elettroliti acquosi non infiammabili) e con materie prime non tossiche. Il rovescio della medaglia è che realizzare batterie zinco-aria ricaricabili ed efficienti è storicamente difficile: la reazione di ossidazione/riduzione dell’ossigeno richiede catalizzatori costosi o poco durevoli, e gestire un elettrodo che “respira” aria non è banale. Nonostante ciò, la ricerca recente sta facendo passi da gigante: diverse startup (ad es. la canadese e-Zinc) stanno sviluppando sistemi zinc-air di lunga durata con processi innovativi per superare i limiti dei catalizzatori tradizionali.

Immagine articolo sui Supercondensatori al grafene, funzionamento e utilizzo per immagazzinare energia
I supercondensatori al grafene rappresentano un ulteriore balzo in avanti nella capacità di immagazzinare energia, promettendo performance superiori, maggiore durata, minor tempo di ricarica ed un impatto ambientale ridotto.

Applicazioni promettenti: mobilità elettrica e accumulo per le rinnovabili

Con l’evolversi delle tecnologie di accumulo e l’avvento dei dispositivi WBG, alcuni settori applicativi spiccano per fermento e potenzialità rivoluzionarie. In particolare, la mobilità elettrica e l’integrazione delle energie rinnovabili in rete sono due campi in forte ascesa, dove batterie avanzate e power electronics a elevata efficienza stanno convergendo per abilitare prestazioni prima impensabili.

Veicoli elettrici e mobilità elettrica

Il settore dei veicoli elettrici (EV) è probabilmente il motore principale dello sviluppo nelle batterie. Soltanto nel 2021, le vendite di EV si sono quasi raddoppiate rispetto all’anno precedente, con 6,6 milioni di unità vendute e oltre 16 milioni di auto elettriche circolanti.
Questo ha messo enorme pressione per migliorare sia la densità energetica (per aumentare l’autonomia dei veicoli) sia la velocità di ricarica.

Le tecnologie di accumulo avanzate citate in precedenza giocano un ruolo chiave: ad esempio, le batterie allo stato solido sono viste come l’“asso nella manica” per portare l’autonomia delle auto elettriche a 800-1000 km e ridurre i tempi di ricarica a pochi minuti, eliminando nel contempo i timori di incendio.

Anche i caricabatterie di bordo e i convertitori DC/DC delle auto traggono vantaggio dai WBG: l’uso di GaN ad alta frequenza permette caricabatterie più leggeri e compatti, capaci di gestire tensioni elevate (le piattaforme EV a 800 V) e di ridurre i tempi di ricarica rapida senza rendere le colonnine enormi (e onerose) da installare.

In prospettiva, con l’aumento dei veicoli elettrici, si fa strada anche il concetto di vehicle-to-grid (V2G), dove le auto connesse possono fungere esse stesse da sistemi di accumulo distribuiti.

Accumulo per energie rinnovabili e reti intelligenti

Un altro ambito in pieno sviluppo è l’utilizzo di sistemi di accumulo stazionario per supportare la generazione da fonti rinnovabili e la stabilità delle reti elettriche. Solare fotovoltaico ed eolico sono fonti intermittenti per natura (sole/vento), ma grazie ai BESS è possibile immagazzinare l’energia in eccesso e rilasciarla quando serve, garantendo continuità e qualità della fornitura.

In queste applicazioni, l’affidabilità e l’efficienza delle conversioni di potenza sono fondamentali: ogni punto percentuale di efficienza in più significa meno perdite e quindi più energia rinnovabile effettivamente utilizzata. I dispositivi Wide-Bandgap stanno cominciando a essere integrati nei convertitori di potenza per applicazioni di rete proprio per massimizzare queste prestazioni.

Inoltre, nelle reti intelligenti (smart grid), l’elettronica di potenza avanzata è essenziale per gestire flussi energetici bidirezionali.

Anche le batterie esauste delle auto elettriche trovano una “seconda vita”: una volta che la capacità per l’uso automobilistico scende sotto una certa soglia, queste batterie possono essere riutilizzate in impianti fissi di accumulo, offrendo ancora anni di servizio per l’accumulo rinnovabile e riducendo i costi. Questa sinergia tra mobilità elettrica e accumulo stazionario rende il quadro ancora più sostenibile e circolare.

Conclusioni

L’integrazione dei dispositivi a semiconduttore Wide-Bandgap nei sistemi di accumulo a batteria sta aprendo una nuova era per l’energia elettrica. Grazie a GaN e SiC, i BESS possono ora offrire prestazioni superiori in termini di potenza erogata, efficienza di conversione e compattezza, aiutando a superare molti limiti tradizionali dell’accumulo elettrochimico. Tecnologie emergenti come le batterie allo stato solido e zinco-aria promettono di incrementare ulteriormente la capacità e la versatilità degli accumuli nei prossimi anni, mentre l’elettronica di potenza Wide-Bandgap fornirà l’infrastruttura per sfruttarle al meglio. In settori di punta stiamo già osservando i frutti di questa combinazione: auto con maggiore autonomia e ricariche ultraveloci, reti elettriche capaci di integrare quote crescenti di rinnovabili mantenendo stabilità. Le prospettive per il futuro prossimo sono entusiasmanti: un’energia più pulita, gestita da dispositivi sempre più intelligenti, compatti e performanti, a beneficio sia dell’industria che dell’utente finale.

Ivan Scordato
progettista elettrico e appassionato di nuove tecnologie. Scrive articoli di approfondimento tecnico e conosce anche tecniche SEO per la scrittura su web.