Convertitori DC-DC a 48V: Il banco di prova per l'ingresso del GaN nel mainstream automobilistico (Parte 1)

Convertitori DC-DC a 48V: Il banco di prova per l’ingresso del GaN nel mainstream automobilistico (Parte 1)

I sistemi automobilistici a 48V si stanno espandendo rapidamente

Il sistema mild-hybrid a 48V sta emergendo come un’architettura elettrica di transizione cruciale per l’industria automobilistica globale. Nel suo 2026 Global Powertrain Outlook, S&P Global Mobility rileva che i sistemi ibridi (inclusi i mild-hybrid a 48V) stanno crescendo rapidamente a causa di normative sulle emissioni sempre più stringenti, mentre persistono le pressioni sui costi associate all’elettrificazione completa. In Europa, Stellantis ha confermato i piani per espandere la capacità produttiva di MHEV a 48V, mentre Hyundai continua a ottimizzare i suoi sistemi a 48V a livello di piattaforma per ridurre ulteriormente i costi dei veicoli.

Grafico delle tendenze di penetrazione dei sistemi mild hybrid a 48V nei principali mercati globali
Figura 1: Tendenze di penetrazione dei sistemi mild hybrid a 48V nei principali mercati globali (Fonte: S&P Global Mobility, Global Light Vehicle Production-based Powertrain Forecast, dicembre 2025)

Questa tendenza è guidata non solo da singoli carichi come i motori start-stop, ma anche dalla migrazione di un numero crescente di funzioni elettroniche ad alta potenza verso il dominio alimentato a 48V: servosterzo elettrico, turbocompressore elettrico, aria condizionata a velocità variabile, nonché LiDAR, telecamere e processori grafici ad alte prestazioni richiesti per gli ADAS. Mentre le funzioni legate alla guida autonoma continuano a essere integrate nei veicoli, anche le richieste al sistema di distribuzione della potenza del veicolo aumentano di conseguenza. Un sistema a 48V può migliorare l’efficienza del carburante di circa il 10–15%, erogare fino a quattro volte la potenza senza aumentare le dimensioni del motore e ridurre le emissioni di CO2 fino al 25%.

Convertitore 48V ↔ 12V: L’interfaccia chiave in un’architettura a doppio bus

Man mano che sempre più carichi migrano verso il dominio a 48V, sorge una sfida pratica: un gran numero di carichi tradizionali di bordo opera ancora a 12V, tra cui il BCM (Body Control Module), i fari, i quadri strumenti, i sistemi multimediali e i tergicristalli. Di conseguenza, il convertitore DC-DC bidirezionale 48V ↔ 12V è diventato un’interfaccia critica nell’architettura a doppio bus.

Superficialmente, questa appare solo come una sfida progettuale per un convertitore DC-DC da 2–3 kW; tuttavia, nell’ingegneria pratica, le variabili coinvolte nei compromessi si estendono ben oltre una singola cifra di efficienza. Frequenza di commutazione, numero di fasi, dimensioni dei componenti magnetici, margine termico, robustezza all’EMI e costo totale del sistema interagiscono tra loro e si vincolano nel progetto finale.

Schema a blocchi di un'architettura di sistema mild hybrid a 48V con distribuzione bidirezionale 48V/12V
Figura 2: Schema di un’architettura di sistema mild hybrid a 48V (Fonte: EPC)

Nei nostri due precedenti articoli tecnici abbiamo discusso del valore a livello di sistema del GaN, rispettivamente negli azionamenti dei motori di robot umanoidi e nelle catene di alimentazione dei data center AI. Il convertitore automobilistico 48V ↔ 12V rappresenta l’applicazione della stessa logica tecnica in un terzo scenario. I vincoli, tuttavia, sono chiaramente cambiati: i data center danno priorità alla densità di potenza e alla gestione termica; i robot enfatizzano la miniaturizzazione e la risposta dinamica, mentre le applicazioni automobilistiche si concentrano sull’affidabilità, sulla compatibilità con il processo produttivo e sul costo totale del sistema.

È proprio qui che risiede il valore di EPC in questo scenario. Per capire come questi vincoli ridefiniscano il percorso di adozione del GaN, abbiamo intervistato gli esperti EPC sulle sfide ingegneristiche ad esso associate. Riguardo al convertitore bidirezionale 48V ↔ 12V, EPC non offre un unico punto di vendita a livello di componente, bensì un percorso completo che spazia dalle caratteristiche del dispositivo ai progetti di riferimento, dalla verifica dell’affidabilità all’implementazione per la produzione di massa. Riconoscere questo è più importante che concentrarsi esclusivamente su una singola cifra di efficienza.

La vera forza trainante dietro il 48V è la ricostruzione dei costi di sistema

D: Nei programmi dei veicoli del 2026, qual è la ragione principale per cui gli OEM stanno espandendo il dominio a 48 V? A vostro avviso, cosa sta effettivamente guidando i volumi oggi (ad esempio, riduzione del rame, nuovi carichi ad alta potenza, prestazioni start-stop/regen o architetture zonali)?

R: L’adozione di un bus di distribuzione elettrica a 48 V è guidata dal risparmio sui costi. Questi risparmi sui costi sono realizzati attraverso il ridotto utilizzo di pesanti cablaggi in rame, minori costi di produzione derivanti dal non dover assemblare auto con spessi cavi di rame che non si piegano facilmente all’interno della carrozzeria e i risparmi sui costi derivanti da sistemi a 48 V di minor costo e peso come compressori per aria condizionata, pompe di raffreddamento, starter-alternatori, sterzo elettrico, nonché batterie agli ioni di litio a 48 V più piccole e leggere su alcuni dei veicoli più avanzati.

— EPC

Punto chiave di questa risposta: la logica di crescita alla base del 48V risiede nella ristrutturazione dei costi sistemici, piuttosto che nell’essere guidata dalla domanda di un singolo carico ad alta potenza. A 48 V, la corrente richiesta per pilotare la stessa potenza è un quarto di quella a 12 V, consentendo una riduzione significativa dell’area della sezione trasversale del cavo. Questa è la stessa logica alla base della distribuzione di potenza a 48 V nei data center, ma i fattori trainanti differiscono: i data center sono guidati dalla densità, mentre il settore automobilistico è guidato dai costi. Ciò implica anche che l’adozione del 48V procederà a un ritmo più costante e diffuso, non limitato ai modelli di punta, ma partendo dai modelli più sensibili ai costi e diffondendosi verso i modelli meno costosi. Per i team di progettazione dei convertitori 48V ↔ 12V: la pressione sui costi è onnipresente e nessuna soluzione può concentrarsi esclusivamente sulle metriche di efficienza.

Il valore del GaN in questo scenario è evidente innanzitutto in termini di dimensioni e peso

D: Quando il GaN viene utilizzato nella conversione 48V ↔ 12V, in che caso offre il vantaggio a livello di sistema più affidabile? Se possibile, si prega di basare la risposta su un esempio di alto livello (ad esempio, intervallo di potenza, di corrente o di frequenza di commutazione), senza rivelare dettagli progettuali sensibili.

R: Il vantaggio a livello di sistema più evidente nell’utilizzo del GaN riguarda le dimensioni e il peso del sistema. I convertitori DC-DC che utilizzano il GaN possono essere del 10-20% più efficienti in termini di perdite di potenza, ma questo è un vantaggio minore rispetto al risparmio di peso di svariati chilogrammi. Questi risparmi di peso derivano sia da componenti più piccoli (che costano meno) sia da requisiti di raffreddamento ridotti. I ridotti requisiti di raffreddamento a volte significano l’eliminazione del raffreddamento a liquido o la possibilità di posizionare il sistema in una posizione più conveniente, ma termicamente peggiore, nel veicolo.

— EPC

Una riduzione delle perdite del 10–20% è un dato solido, ma la valutazione di EPC è che le dimensioni e il peso siano i vantaggi più convincenti del GaN nei sistemi automobilistici a 48V. La ragione è semplice: per il veicolo nel suo complesso, il volume e il peso del convertitore determinano dove può essere installato, se è necessario il raffreddamento a liquido e il suo impatto sul peso complessivo e sul layout spaziale del veicolo; queste sono variabili a livello di sistema che le cifre di efficienza non possono catturare. In AB016, EPC utilizza come esempio un sistema da 3 kW, 48V/12V, 250A.

Confronto visivo delle dimensioni di un convertitore 3 kW 48V/12V realizzato con eGaN FET EPC2206 e con MOSFET in silicio
Figura 3: Confronto dimensionale di soluzioni da 3kW 48V/12V basate su eGaN FET e MOSFET in silicio (Fonte: EPC)

Confronto dell’architettura della soluzione:

  • Soluzione MOSFET: 125 kHz per fase, cinque fasi, induttore da 4,7 μH/1,7 mΩ/52 A per fase, area della soluzione 75 cm² (163 × 46 mm);
  • Soluzione eGaN (EPC2206): 250 kHz per fase, quattro fasi, induttore da 2,2 μH/0,7 mΩ/64 A per fase, area della soluzione 49 cm² (130 × 38 mm).

Benefici chiave:

  • 35% di riduzione dell’ingombro della soluzione;
  • 10W di riduzione delle perdite DCR dell’induttore;
  • Una fase in meno significa un set di induttori, FET e driver in meno.
Grafico del confronto di efficienza tra eGaN FET e MOSFET in silicio in un sistema 3 kW 48V/12V
Figura 4: Confronto dell’efficienza tra eGaN FET e MOSFET in silicio in un sistema da 3kW 48V/12V (Fonte: EPC AB016)

La leva principale per ridurre le dimensioni è la frequenza di commutazione. I dispositivi GaN della famiglia 100V hanno un FOM di commutazione pari a circa un quarto di quello dei MOSFET in silicio equivalenti, il che significa che la frequenza può essere raddoppiata o più a parità di budget di perdita, con una conseguente riduzione significativa del volume dell’induttore.

Questa non è solo un’estrapolazione teorica: nella sua nota applicativa AN026, EPC ha testato sistematicamente 40 induttori appartenenti a 9 famiglie di prodotti di 4 produttori, tracciando una curva completa di ottimizzazione frequenza-induttanza-perdita: induttori più piccoli spingono le frequenze ottimali più in alto e il basso FOM del GaN rende questo punto ottimale realmente raggiungibile.

Le dimensioni ridotte offrono non solo risparmio di spazio, ma riducono direttamente anche i costi della distinta base (BOM). I costi totali sono diminuiti di circa il 20%. Questo è precisamente l’aspetto più convincente di EPC nell’applicazione automobilistica a 48V: qui il GaN non è semplicemente un’alternativa “a maggiore efficienza ma più costosa”, bensì un approccio di sistema che riduce simultaneamente le dimensioni, allevia le sfide della gestione termica e abbassa i costi del sottosistema. Per le case automobilistiche, questo tipo di struttura dei benefici è ciò che le rende davvero attraenti.

Fonte immagine di copertina: SEG AUTOMOTIVE Blog

Maurizio Di Paolo Emilio
Maurizio Di Paolo Emilio ha conseguito un dottorato di ricerca in fisica ed è ingegnere delle telecomunicazioni. Ha lavorato a vari progetti internazionali nel campo della ricerca sulle onde gravitazionali, progettando un sistema di compensazione termica (TCS) e sistemi di acquisizione e controllo dati, e altri sui microfasci di raggi X in collaborazione con la Columbia University, sistemi ad alta tensione e tecnologie spaziali per comunicazioni e controllo motori con ESA/INFN. Dal 2007 è autore e revisore di pubblicazioni scientifiche per testate come il Microelectronics Journal e le riviste IEEE. Ha collaborato con diverse aziende del settore elettronico, blog e riviste italiane e inglesi, come Electronics World, Elektor, Automazione Industriale, Electronic Design, All About Circuits, Innovation Post e PCB Magazine. Ha partecipato a numerose conferenze come speaker e moderatore per diversi argomenti tecnici. Attualmente è caporedattore di Power Electronics News e EEWeb e corrispondente di EE Times. Gestisce il canale podcast powerup. Da anni collabora attivamente con FARE Elettronica come giornalista tecnico specializzato ed è Direttore Tecnico delle sessioni convegnistiche di Fortronic forte dell’esperienza maturata nell’elettronica di Potenza.