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Parlando della situazione attuale e dell’impatto del coronavirus, sull’economia in generale e sulla supply chain della componentistica elettronica in particolare, c’è solo una parola in grado di tradurre il feeling che serpeggia tra fornitori, distributori e CEM a livello globale: “incertezza”. Un’incertezza legata all’assoluta mancanza di visibilità, all’impossibilità di fare previsioni a medio-lungo termine, alla preoccupazione per l’economia in generale (si parla già di recessione).

Quale sarà l’impatto del Covid-19 sulla supply chain elettronica? Di quante settimane si allungheranno i tempi di consegna o lead time? Quando ritorneremo ai livelli di produzione pre-crisi? Cosa succederà in Europa?
Onestamente, l’unica risposta possibile in questo momento è “Non lo sappiamo”.
Difficile quindi fare previsioni e pronostici… molte aziende vivono cercando di gestire le problematiche giorno per giorno.

Abbiamo però pensato di pubblicare in questa pagina una serie di aggiornamenti su quanto sta accadendo nel settore dell’elettronica.

Analisi mondiale di McKinsey – aggiornamento del 16 marzo
Le associazioni di elettronica nel mondo:
La survey di Assodel in Italia – aggiornamento del 18 marzo
La survey di ECIA negli USA
Analisi IDC sul mercato dei semiconduttori – aggiornamento del 20 marzo
Analisi mondiale di McKinsey – aggiornamento del 9 marzo

Ti interessa conoscere e approfondire i risultati della survey di Assodel sul mercato elettronico italiano?


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L’analisi economica di McKinsey sull’impatto del Covid-19: aggiornamento del 16 marzo

Dopo che l’OMS ha dichiarato ufficialmente COVID-19 una pandemia, lo scorso 11 marzo, l’analista McKinsey ha pubblicato una nuova nota che delinea non più tre scenari, ma due possibili scenari per gli effetti economici del coronavirus in tutto il mondo.
Ecco i due scenari delineati:

1 – Recupero ritardato del mercato

In questo scenario, il numero di nuovi casi nelle Americhe e in Europa aumenterà fino a metà aprile. I paesi asiatici avranno già raggiunto il picco mentre in Africa e in Oceania i contagi saranno limitati. Il virus si rivelerà stagionale e, a metà maggio, i consumatori inizieranno a essere più ottimisti. Quarantene su larga scala, restrizioni di viaggio e misure di distanziamento sociale porteranno a un forte calo ddegli acquisti fino alla fine del secondo trimestre, producendo una recessione. I consumatori resteranno a casa, le imprese perderanno entrate e il livello di disoccupazione aumenterà. Vi sarà anche una pressione significativa sul sistema bancario e finanziario. Risposte fiscali modeste si dimostreranno insufficienti per superare il danno economico nel secondo e terzo trimestre. Ci vorrà fino al 4° trimestre per le economie europee e statunitensi per vedere una vera ripresa. Il PIL globale nel 2020 diminuirà leggermente.

2 – Contrazione prolungata e un 2020 in forte calo

In questo scenario, l’epidemia non raggiungerà il picco nelle Americhe e in Europa fino a maggio. Il virus non si rivelerà stagionale, portando a una lunga coda di casi in tutto il mondo. Anche l’Africa, l’Oceania e alcuni Paesi asiatici vivranno epidemie diffuse. Da un punto di vista economico, la domanda soffrirà perché i consumatori ridurranno la spesa per tutto l’anno. Nei settori più colpiti, aumenterà il numero di licenziamenti e fallimenti aziendali. Il sistema finanziario sarà in difficoltà. Le risposte di politica fiscale e monetaria si dimostreranno insufficienti per spezzare la spirale discendente. L’impatto economico globale sarà grave e si avvicinerà alla crisi finanziaria globale del 2008-2009. Il PIL si contrarrà in modo significativo nella maggior parte delle principali economie nel 2020 e la ripresa inizierà solo nel secondo trimestre del 2021.

Coronavirus, economia e produzione: cosa fanno le imprese

Nel sondaggio condotto da McKinsey su un ampio numero di aziende, questo è ciò che le imprese devono fare per riorganizzare la propria attività:

  1. Proteggere i propri dipendenti
    Al primo posto, la salute di dipendenti e collaboratori attraverso una comunicazione efficace e misure nel rispetto delle linee guida pubblicate dalle autorità.
  2. Creare un team cross-funzionale
    Serve un team – a livello di CEO e dirigenti – che sia dedicato e cross-funzionale. Il team deve seguire 5 attività da seguire in modo prioritario: i dipendenti; un piano di emergenza e un piano finanziario; la supply chain; marketing e vendite; atre eventuali business unit. Per ogni attività, vanno definiti obiettivi a breve termine basati su uno scenario pianificato e programmato. Va poi deciso un modo di operare che sia disciplinato e cadenzato con il focus sugli obiettivi. E, infine, va definito un sistema di monitoaraggio dei risultati basati su un piano definito.
  3. Assicurare liquidità e costruire un piano di emergenza
    Identificare gli scenari per l’azienda e identificare tutte le variabili che potrebbero modificare costi ed entrate. Creare un modello di cashflow e balance sheet per ogni scenario. Pensare a come stabilizzare l’impresa in ognuno degli scenari presi in considerazione.
  4. Stabilizzare la supply chain
    Definire l’estensione e l’esposizione delle aree più a rischio di contagio per i fornitori e partner per i livelli di inventario. Stabilizzare la supply chain cercando alternative, razionanando le parti critiche, prenotando in anticipo trasporti per la consegna merci, aumentando la richiesta sui fornitori e fornendo un supporto ai partner coinvolti.
  5. Restare vicini ai clienti
    Attraverso una pianificazione degli inventari, sconti e supporti pre e post vendita. Ma anche investendo su settori che vedono una crescitanel medio-lungo termine.
  6. Dimostrare uno scopo
    Supportaregli sforzi della comunit per combattere la pandemia.
tabella di testo che descrive cosa dovrebbero fare le aziende per affrontare il coronavirus a livello di business

L’impatto del coronavirus sull’economia e sull’elettronica

Sempre secondo McKinsey, tutti i settori subiranno l’impatto del coronavirus. In primis trasporto aereo e turismo, ma anche prodotti consumer, petrolio e automotive non saranno esentati.

Tra tutti, il mercato dell’elettronica e dei semiconduttori sembra però che sarà tra quelli a essere meno colpiti e probabilmente tra i primi a riprendersi (vd. grafico). L’analista indica il secondo trimestre come possibile fine della crisi per questo settore.

Previsioni di McKinsey sull’impatto del coronavirus
sull’economia e sui vari settori produttivi

Le associazioni di elettronica nel mondo monitorano la situazione

Come molti analisti e associazioni di riferimento del mercato, anche IDEA (International Distribution of Electronics Association) e le associazioni che ne fanno parte nelle varie parti del mondo, stanno monitorando l’impatto del coronavirus sull’economia globale e sul mercato della componentstica elettronica.

Assodel tasta il polso all’elettronica in Italia

Ti interessa conoscere e approfondire i risultati della survey di Assodel sul mercato elettronico italiano?

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In Europa, Tecno e Assodel, l’associazione italiana dei distretti di elettronica stanno monitorando i lead time e la capacità produttiva dei componenti elettronici.
In particolare, attraverso una survey effettuata presso i propri associati, sono stati analizzati andamenti e situazioni legati alla supply chain, ai tempi di consegna e alle scorte per le varie famiglie di componenti elettronici. La situazione è ovviamente in continua evoluzione, visto quanto sta accadendo oggi in Cina (con una lenta ripresa della produzione) e in Italia e nel resto d’Europa (con una situazione drammatica, di paura, e con i primi blocchi di produzione).

Uno dei risultati della survey condotta da Assodel sull’impatto del coronavirus
sul mercato elettronico in Italia

In base alla survey effettuata, secondo Tecno / Assodel la famiglia di prodotti che soffrirà di più della situazione che si è andata sviluppando in Cina è quella dei passivi con grosse criticità per connettori, elettromeccanici (relay) e condensatori. Anche i PCB subiranno delle conseguenze importanti. Mentre per i semiconduttori, il trend è incerto e al momento nessuno sa dire cosa succederà nelle prossime settimane…

Survey sulle aziende italiane – aggiornamento del 18 marzo

Stando alle rilevazioni di Tecno-Assodel del 18 marzo, il 75% delle imprese intervistate da Tecno conferma di star ricevendo informazioni di chiusura da parte dei clienti. Una chiusura legata alla riorganizzazione del lavoro e delle produzioni per via dell’emergenza sanitaria in corso. Si parla di 1 o 2 settimane.
Notizie insistenti dicono che FCA in Europa chiuderà la propria produzione per 2 settimane e lo stesso vale per molte aziende del comparto automotive come BMW. In Mercedes invece sono in atto degli scioperi da parte dei lavoratori che non si sentono tutelati.

Le zone più colpite dalla chiusura delle fabbriche sono in Lombardia concentrate nella provincia di Lodi e nelle provincie di Bergamo e Brescia.

Un altro problema contingente riguarda la consegna del materiale, dato che spedizionieri come DHL, UPS e TNT hanno dichiarato che non consegneranno più nelle province di Bergamo e Brescia. Il problema della logistica è ancora più grande essendo legato alla chiusura delle frontiere in Europa: la consegna su ruota sta creando moltissime difficoltà mentre quella aerea ha dei costi molto elevati.

Tornando alle imprese di distribuzione di componenti elettronici associate ad Assodel e oggetto dell’indagine, l’unica nota positiva è l’aver registrato, nei primi mesi dell’anno, dati eccezionali per il settore dell’elettronica in Italia. Un tentativo, forse, da parte dei clienti, di fare scorte e anticipare i tempi…

ECIA monitora la situazione negli USA

Negli Stati Uniti, anche l’associazione gemella di Assodel, ECIA (Electronic Components Industry Association) e membro di IDEA, sta monitorando la situazione e l’impatto del coronavirus sull’economia e sull’elettronica.

grafico
Uno dei risultati della survey condotta da ECIA sull’impatto del coronavirus sull’elettronica

Dalle risposte ricevute, ECIA dichiara che il maggior numero di aziende con visibilità sulla supply chain si aspetta che l’impatto della crisi sia moderato e che i problemi possano esaurirsi tra la fine di aprile e la fine di maggio. Tuttavia, sembra che i tempi di consegna aumenteranno in media tra le 2 e le 3 settimane per tutte le categorie di componenti elettronici…

Analisi di IDC sul mercato dei semiconduttori – aggiornamento del 20 marzo

Il mercato globale dei semicoduttori sarebbe dovuto crescere nel 2020. Le previsioni dicevano così, prima che il Covid-19 si abbattesse su di noi… Purtroppo, ora la previsione globale per il settore è cambiata.

Secondo IDC, la previsione più plausibile è che il mercato vivrà un calo contenuto tra il 3 e il 6% a livello globale. In una situazione in continuo cambiamento come quello attuale, però, c’è anche il 54% delle possibilità che il calo possa diventare maggiore ma c’è anche un 20% di possibilità che si possa tornare in un’area di piccola crescita.

tabella
Fonte: IDC

IDC ha previsto 4 possibili scenari (vd. grafico); in base a quello ritenuto più probabile, si inizierà a vedere una ripresa soltanto nel terzo trimestre 2020. Questo porterà a una perdita di 25,8 miliardi di dollari nel mercato dei componenti elettronici.

Coronavirus ed economia: l’impatto del virus sul business – McKinsey 9 marzo

Nel suo rapporto “Covid-19: Implications for business”  (9 marzo 2020), la società di analisi di mercato McKinsey aveva inizialmente analizzato tre possibili scenari economici che potrebbero verificarsi a seguito dell’emergenza Coronavirus.

Eccoli sintetizzati qui di seguito:

1. Un rapido recupero dell’economia

In questo primo scenario, il contagio continua a crescere ma, grazie a rigorose misure di contenimento, alcuni Paesi riescono a ottenere lo stesso rapido controllo avvenuto in Cina. In questo modo, il ritorno alla normalità avviene in tempi relativamente brevi. Questo scenario presuppone che il virus sia stagionale e che con l’arrivo del caldo e della bella stagione esaurisca la sua carica.

In questo scenario, grazie alle stime elaborate da Oxford Economics, la crescita del PIL globale per il 2020 scende dal 2,5% al 2%. I maggiori fattori sono il calo del PIL cinese (dal 6% al 4,6%) e il calo dallo 0,3% allo 0,5% delle altre grandi economie del mondo. L’economia americana si riprende entro la fine del primo trimestre.

2. Un rallentamento dell’economia globale

Il secondo scenario si basa sul fatto che la maggior parte dei Paesi non sia in grado di ottenere lo stesso controllo del virus di quanto realizzato in Cina. In Europa e negli Stati Uniti, la trasmissione è elevata ma rimane localizzata. Questo scenario vede cambiamenti molto maggiori nei comportamenti quotidiani delle persone. 

Lo shock della domanda che ne deriva taglia della metà la crescita del PIL globale per il 2020, tra l’1 e l’1,5%, e trascina l’economia globale in un forte rallentamento.

3. Pandemia e recessione

Questo terzo scenario è sicuramente il più pessimistico.

È molto simile al secondo scenario, tranne per il fatto che il virus non sia stagionale. La crescita dei casi continua durante il secondo e il terzo trimestre. La fiducia dei consumatori viene meno fino alla fine dell’anno. Questo si traduce in una recessione, con una crescita globale nel 2020 compresa tra l’1,5 e lo 0,5%.

Redazione Fare Elettronica