Orca Systems ha sviluppato un SoC IoT per lo spazio

Orca Systems, azienda di semiconduttori fabless, sta lanciando il primo system-on-a-chip (SoC) in grado di collegare direttamente sensori IoT terrestri con i vari satelliti posti in orbita terrestre bassa (LEO).

Oggigiorno, le aziende che dispongono di applicazioni IoT tendono a fare affidamento sulle reti cellulari wireless per la connettività, ma ci sono vaste regioni sulla Terra dove la copertura cellulare è inadeguata o praticamente assente, come per esempio in mare. Non solo, anche sulla terra ferma sono presenti diverse località non troppe remote prive di copertura cellulare.

Il nostro dispositivo comunica direttamente con i satelliti nello spazio“, ha detto Brian Sprague, chief operating officer di Orca, durante una chiamata Zoom con EE Times, aggiungendo, “quello attuale sta comunicando con un satellite LEO“.

Questo è il primo chip che abbiamo sviluppato, entrerà in produzione alla fine di quest’anno“, afferma Sprague. Il SoC è costituito da un modem proprietario, un processore di rete e un processore applicativo, con RAM e ROM integrate.

Quindi non c’è letteralmente memoria esterna sui dispositivi che montano questi processori, il che li rende anche molto sicuri“, osserva Sprague. Il SoC è stato finalizzato per essere utilizzato come tracker IoT, ma gli utilizzatori del SoC potranno comunque collegare rapidamente ad esso diversi sensori analogici e digitali esterni in modo da estenderne le possibilità di utilizzo.

Orca Systems ha sviluppato il chip per Totum, che prevede di lanciare una costellazione di 24 nano-satelliti Cubesat entro la fine del 2022. Totum intende utilizzare il minuscolo sciame di satelliti LEO per tracciare e monitorare le risorse IoT a livello globale direttamente dallo spazio.

Già lo scorso autunno, Orca Systems, Totum e il partner spaziale Loft Orbital hanno provato per la prima volta una connessione IoT diretta con un satellite. Il sistema è in grado di tracciare le risorse IoT, non solo in spazi aperti ma anche al chiuso, di seguire i container marittimi, di monitorare flussimetri di petrolio e gas, ma anche di monitorare bestiame e mandrie.

Non ti dirà di essere entro i 10 piedi [al chiuso], ma ti dirà che è nell’edificio“, dice Sprague.

Totum prevede di vendere il sensor-to-satellite SoC per $ 10 o ancora meno su vasta scala. Inoltre, Sprague di Orca afferma che il SoC ha un consumo energetico molto basso e che due batterie AA potranno garantire al SoC circa dieci anni di alimentazione e durata della batteria.

IoT in orbita

Orca e Totum sono solo le ultime compagnie a riporre le loro speranze sui satelliti in grado di tracciare di tutto, dal bestiame alle navi, direttamente dallo spazio. Questo perché diventa difficile affidare alla sola rete cellulare il tracciamento e il monitoraggio delle navi oceaniche e una quantità sorprendente di fattorie – e persino fabbriche – poiché per diversi motivi tecnici queste non sono in grado di accedere ad un segnale cellulare stabile e affidabile.

I mini-satelliti sull’orbita bassa, oggi stanno contribuendo a fornire un nuovo modo per il tracciamento di miriade risorse e beni che prima era molto difficile o impossibile monitorarli. Aziende come Swarm (acquisita da SpaceX la scorsa estate), così come aziende affermate come ORBCOMM stanno lavorando sull’abilitazione del tracciamento IoT direttamente dalle stelle!

Questo 2022 sarà un anno chiave per aziende come Swarm e Totum il quale lanceranno le loro “costellazioni” di satelliti incentrate sull’IoT nello spazio.

Fonte: https://www.eetimes.com/orca-delivers-an-iot-soc-for-space/                        

Redazione Fare Elettronica