Potenza ed efficienza sempre più ai massimi livelli

Ne abbiamo parlato con Maurizio Maitti, Strategic Marketing & International Business Director di Special-Ind .

Le competenze e l’elevata professionalità dell’azienda creano infatti un riferimento assoluto tra progettisti, clienti e utenti.

Special-Ind si colloca tra i primi distributori che credono nei componenti SiC e tra i primi a ipotizzare di offrire una soluzione verticale per chi si appresta a progettare carica batterie, sia sulle automobili che stand alone.

Tanta competenza e conoscenza a disposizione di chi inizia da zero nella realizzazione di un carica batteria e del suo relativo sistema di gestione, ma anche di chi, raggiunto un alto livello progettuale, desidera veder migliorati i propri risultati. Dedicata anche agli specialisti, al fine di concentrare le attenzioni su un insieme specifico di competenze aggiornandole in modo sistematico.

Vuole spiegare al pubblico di cosa si occupa e quale e’ la situazione attuale, in Italia, della posizione della ricarica degli autoveicoli?

Mi occupo del marketing strategico, ovvero della pianificazione della strategia di approccio al mercato attuale e a quelli che verranno. In modo particolare, per deformazione professionale, sono portato ad analizzare, studiare e intercettare le necessità delle start-up innovative che immaginiamo possano diventare un nuovo riferimento industriale. I dispositivi di ricarica per veicoli elettrici rappresentano appunto un cambio di paradigma per quanto riguarda le infrastrutture stradali e sono oggi il principale target di chi progetta, promuove e vende componentistica elettronica di potenza.

Pensa che nel prossimo futuro, la qualità e la potenza della componentistica elettronica possano migliorare ulteriormente, in modo da permettere che le cariche delle batterie possano risultare piu’ economiche, piu’ veloci e sicure?

Maurizio Maitti
Strategic Marketing & International Business Director

Negli anni la componentistica elettronica ha focalizzato il proprio sviluppo sulla miniaturizzazione, oggi, grazie a nuovi materiali quali SiC e GaN si punta molto a convertire energia in alta frequenza, con notevoli vantaggi in termini di efficienza.

Le prospettive di crescita, in ottica green del mercati sono immense

Siamo ancora in fase di lancio di queste nuove tecnologie, quindi dal punto di vista dei costi, paghiamo ancora un prezzo non irrilevante nei confronti del silicio, ma le prospettive di crescita, in ottica green del mercati sono immense e ciò porterà quanto prima alla piena efficienza anche dal punto di vista economico.

Il divario tra Cina ed Europa

Rispetto ad altri Pase, come la Cina, nei quali i processi di ricarica dei veicoli, Bus, ecc sono gia’ una realtà ben consolidata, perché ancora in Italia si nota un certo rallentamento nella creazione delle infrastrutture e nell’adozione dei metodi più “verdi” della gestione dell’energia?

Più che sull’Italia, mi concentrerei sul divario tra Cina e Europa, se non addirittura tra Cina e resto del mondo.

Le attuali auto elettriche vivono grazie alle batterie agli ioni di litio (Lit-ion) che sono di quasi esclusiva produzione cinese. Questo vantaggio competitivo che il Dragone ha nei confronti del resto del mondo ha accelerato il processo di transizione verso l’elettrico nel mercato cinese, tanto che grandi città come Shenzhen, già scorso anno prentano una flotta di taxi interamente composta da auto elettriche.

Le infrastrutture sono direttamente correlate a questo processo, infatti le case automobilistiche dell’Occidente hanno probabilmente “rallentato” il processo di sostituzione, per non essere troppo dipendenti da tecnologia cinese, in attesa di sviluppare sistemi di accumulo alternativi.

Al momento, sempre in Italia, quali sono le “dimensioni medie” e potenza delle batterie più ricaricate dagli utenti?

Oggi assistiamo ad un fenomeno tipico delle nuove tecnologie: vengono lanciati sul mercato prodotti di fascia alta, con prezzi poco accessibili, per quegli utenti pionieri che accettano il rischio di un automobile non perfetta, ma molto riconoscibile e quindi “pregiata”.

In alternativa, soprattutto le aziende legate al pubblico, chiedono un prodotto promozionale di basso costo, per quanto possibile, per iniziare a diffondere l’interesse presso il grande pubblico e far toccare con mano ciò che tra qualche anno sarà a disposizione dei più.

Ci sono due macro-tipi di batterie quelle ad alta capacità e a bassa capacità

Se traduciamo questo concetto, rispondendo alla domanda, possiamo sottolineare come esistano due macro-tipi di batterie:

  • alta capacità ( da 80kWh a 100kWh) destinate alle auto di lusso e sportive;
  • bassa capacità ( da 30kWh a 50kWh) destinare alle cosiddette utilitarie.

La pandemia del COVID-19 sta in quale modo colpendo il settore? Come si sta affrontando questa crisi?

Ritengo che la pandemia in essere non stia impattando più di tanto su questo settore: proprio perché in fase di forte espansione, potremo assistere a qualche ritardo nella filiera, ma non a sostanziali cambi di programmazione. Se poi fosse confermato che ad ambienti più inquinati possa essere correlata una maggior diffusione del virus, si consoliderà ancor di più la sensibilità verso un mondo green, con conseguente ulteriore diffusione della tecnologia in oggetto.

Attualmente la maggior parte della componentistica elettronica di potenza può sopportare al massimo la temperatura di circa 150° C. Lei pensa che in futuro tale barriera verrà superata, raggiungendo magari i 200 o addirittura i 300° C?

Già da qualche anno, soprattutto nel mondo aerospaziale e per alcune applicazioni motor drive (pompe di profondità) sono stati sviluppati componenti in grado di lavorare a temperature nell’ordine del 250° C, difficile dal mio osservatorio poter rispondere ad una domanda così tecnica, ma non vedo particolari ostacoli, qualora fosse realmente necessario lavorare a tali temperature.

La tecnologia della batterie è la chiave per creare vantaggio competitivo

Quali saranno i prossimi passi da compiere, nei prossimi dieci anni, sia da un punto di vista tecnico, logistico, commerciale e politico?

Come accennato prima, la tecnologia della batterie è la chiave per creare vantaggio competitivo, per questa ragione l’Europa ha chiaramente dichiarato che le celle a idrogeno saranno al centro della ricerca e sviluppo per poter offrire un’alternativa decisamente più green ai costruttori di automobili e svincolarli dalla supremazia cinese. La politica si è già espressa, sia a livello locale che nazionale, stanziando risorse per le infrastrutture e incentivi per i produttori, il resto verrà da sé. L’aspetto che oggi vedo più critico è legato allo smaltimento nel lungo periodo delle attuali batterie Lit-ion: senza una programmazione di fine vita efficace ed efficiente, la prospettiva green potrebbe rivelarsi una chimera.

Le automobili del futuro lavoreranno non più alla tensione elettrica di 12 Volt ma addirittura a 800-1000 Volt. Lei pensa che tali alte tensioni possano costituire un pericolo per i guidatori, specialmente in casi di incidenti stradali o anomalie particolari dei veicoli?

Ritengo che l’attuale tecnologia sia già in grado di proteggerci dal vivere accanto ad alte tensioni: sono già stati realizzati componenti per i sistemi di alimentazione ad energia solare, capaci di creare separazione galvanica tale da consentire isolamenti nell’ordine dei 1000V. Mi aspetto che lo sviluppo di componenti di sicurezza corra di pari passo con l’evoluzione dei mezzi di trasporto.

Le auto ibride costituiranno sempre una realtà o saranno, in futuro, totalmente abbandonate per dare spazio solo all’elettricità?

Domanda difficile alla quale rispondere: le auto elettriche non hanno infatti sufficiente storia per darci la garanzia che nel lungo periodo potranno sostituire integralmente il motore a combustione interna. Sicuramente la tecnologia ibrida è una sorta di garanzia che i grandi costruttori riservano a se per proteggersi da potenziali problemi oggi non visibili. In questo modo tengono vivo e continuano a migliorare un know how consolidato che ci ha dato sviluppo e prosperità per più di un secolo. Esiste poi un problema pratico legato alla capacità produttive delle batterie e alla realizzazione di infrastrutture in grado di servire milioni, se non miliardi di utenti, il che mi porta a pensare che la transizione sarà molto lunga (30-50 anni), tanto che nel frattempo potrebbe nascere qualche cosa di differente. Si sente parlare molto di ricarica Wireless e veloce. Quale e’ la realtà attuale? Aumenteranno, nelle nostre città, i punti di ricarica, le infrastrutture e, soprattutto, diminuiranno i tempi di approvvigionamento dell’energia?

I sistemi di ricarica wireless per veicoli elettrici richiedono enormi investimenti in infrastrutture: quelli ad oggi ipotizzati sostituirebbero i cavi di alimentazione utilizzati dei filobus, ad esempio, grazie ad integrazione nel manto stradale: ritengo siamo molto lontani dal reale impiego di tale innovazione. E’ invece assolutamente prevedibile un miglioramento dei tempi di ricarica, così come la differenziazione dei sistemi di approvvigionamento, grazie allo sviluppo delle tecnologie sia a livello di conversione energetica che di produzione dei mezzi. Si pensa infatti che potranno esserci stazioni di servizio dove sostituire la batteria, piuttosto che attenderne la ricarica.

Conclusioni

Special-Ind è da sempre attenta alla nascita di nuove tecnologie, sia a livello di componentistica che di applicazioni.

La ricerca di nuovi prodotti e la formazione continua dei nostri ingegneri ci spingono a guardare con interesse il mondo che verrà. Sul sito www.specialind.it alcune presentazioni applicative e i riferimenti per contattare il team tecnico.

Essere specialisti è una scelta: significa concentrare la propria attenzione su un insieme specifico di competenze aggiornandole in modo sistematico. Inoltre è un investimento: significa avere acquisito, negli anni, un bagaglio di esperienza tale da consentire la migliore comprensione delle problematiche e delle opportunità inerenti a un determinato settore. Significa nutrire una passione così profonda per ciò che si conosce da saperlo trasmettere ad altri in modo semplice, chiaro, sicuro. Un’arte che significa riuscire nell’ardita sintesi tra il peso della conoscenza e la leggerezza dell’entusiasmo.

Redazione Fare Elettronica