
Il 2026 è un anno “di transizione controllata” per chi sviluppa elettronica di potenza e apparati industriali: non cambia la definizione di EMC (emissioni + immunità), ma cambiano alcune normative EMC e riferimenti che incidono sulla ripetibilità delle prove, sulle specifiche contrattuali e sulla documentazione di conformità. Il cambio più tangibile è la terza edizione di IEC 61000‑4‑2 (2025), adottata in Europa come EN IEC 61000‑4‑2:2025, con date di implementazione nazionale che ricadono nel 2026.
In parallelo, CISPR 11:2024 è recepita come EN IEC 55011:2025 e copre i disturbi RF nel range 9 kHz–400 GHz: questo rende più frequente l’allineamento di camere, antenne, receiver, detector e incertezza di misura rispetto alle campagne “storiche”.
Sul piano del power design, il 2026 consolida un approccio compliance‑driven: layout e cablaggi progettati per percorsi di ritorno ad alta frequenza, zonizzazione EMC nei cabinet, filtraggio dimensionato insieme al budget termico e ricorso crescente alla simulazione (fino al “digital twin”) per anticipare percorsi di modo comune e risonanze.
Introduzione
Per un team R&D, “cosa cambia nel 2026” non significa inseguire una lista di normative EMC: significa capire quali edizioni entrano nel ciclo di qualifica, come queste edizioni cambiano i test plan e quando conviene fare re‑test o “bridging” (equivalenza motivata) tra edizioni.
Nel perimetro UE, la Direttiva EMC 2014/30/UE limita le emissioni elettromagnetiche e richiede adeguata immunità “quando usato come previsto”. La Commissione europea pubblica i riferimenti degli standard armonizzati (EN) nell’OJEU; l’applicazione di uno standard armonizzato può fornire presunzione di conformità ai requisiti essenziali entro lo scopo dello standard.
CENELEC chiarisce nelle guide che la presunzione di conformità è limitata allo scopo e che l’adozione EN introduce finestre dop/dow, durante le quali edizioni diverse coesistono. È spesso qui che aumentano i costi: alcuni clienti richiedono l’ultima edizione “per policy”, mentre supply chain e reportistica sono ancora tarati su edizioni precedenti.
Normative EMC e standard rilevanti nel 2026
Quadro europeo e versioning della compliance
La Commissione europea collega gli standard armonizzati EMC alla Implementing Decision (EU) 2019/1326 e alle sue modifiche (consolidate su EUR-Lex): è l’atto che pubblica e ritira i riferimenti ufficiali nell’OJEU. Dal punto di vista R&D, questo impone un “versioning” interno: la conformità dipende non solo dallo standard, ma dall’edizione e dalla sua spendibilità in mercato/contratto.
Standard da mettere sotto controllo nel 2026
EN IEC 61000‑4‑2:2025 fissa nel foreword europeo dop 30/04/2026 e dow 30/04/2028, dichiarando il superamento di EN 61000‑4‑2:2009. In pratica, il 2026 diventa l’anno in cui molte organizzazioni aggiornano procedure ESD, fixture e criteri di accettazione, anche se per alcuni mercati rimane una finestra di coesistenza fino al 2028.
CISPR 11:2024 definisce emissioni RF 9 kHz–400 GHz ed è recepita come EN IEC 55011:2025; il foreword EN indica approvazione CENELEC “senza modifiche”, riducendo ambiguità tra testo IEC e testo EN.
IEC 61800‑3:2022 (EMC per power drive systems fino a 35 kV AC) ha un Corrigendum 1 pubblicato nel 2025: spesso questi corrigenda entrano nel ciclo “documentale e di prova” dell’anno successivo, perché richiedono riallineamento di dichiarazioni e test matrices.
Per chi lavora in contesti energia/sottostazione, IEC 61000‑6‑5 rimane un riferimento centrale perché specifica requisiti di immunità per apparecchi che operano in power stations e substations, coprendo fenomeni con contributi spettrali fino a 400 GHz.
| Norma | Ambito applicativo (sintesi) | Impatto operativo nel 2026 |
|---|---|---|
| EN IEC 61000‑4‑2:2025 | Immunità ESD: metodi di prova, calibrazione, setup | Dop 2026 e revisione tecnica su calibrazione e setup |
| EN IEC 55011:2025 (CISPR 11:2024) | Emissioni RF ISM (9 kHz–400 GHz) | Adozione EN 2025: aggiornamento campagne e comparabilità misure |
| IEC 61800‑3:2022 + COR1:2025 | EMC per drive e machine tools | Corrigendum 2025: aggiornamento test plan 2026 |
| IEC 61000‑6‑5:2015 | Immunità “generic” per power stations/substations (0–400 GHz) | Base per specifiche e validazioni in ambienti harsh |
| IEC 61000‑4‑30:2025 | Metodi di misura power quality in situ; Class A e S | Aumenta il peso di verifiche in campo e confrontabilità misure |
| IEC 62477‑1:2022 + COR1:2024 | Safety per PECS (≤1000 Vac, ≤1500 Vdc) | Safety updates che si riflettono su layout, distanze e componenti |
| IEC 61803:2026 | Perdite stazioni HVDC (LCC e VSC) | Include VSC e richiama IEC 62751 (perdite valvole VSC) |
EMC nel 2026: requisiti, prove e mitigazioni
L’EMC “utile” per R&D riguarda due domande pratiche: quali disturbi il prodotto emette (e come si misurano) e quali disturbi deve sopportare senza degradare prestazioni in modo inaccettabile. IEC 61000‑6‑5, ad esempio, colloca esplicitamente le apparecchiature per centrali e sottostazioni in un contesto di immunità fino a 400 GHz: un “range statement” che aiuta a motivare specifiche più severe su alimentazioni ausiliarie, I/O e comunicazioni quando il prodotto non è un semplice consumer.
ESD: cosa rende diversa l’edizione 2025
IEC 61000‑4‑2:2025 introduce, tra le modifiche principali, un requisito aggiuntivo di calibrazione per generatori con punta di scarica in aria. Un white paper tecnico spiega che la calibrazione aggiuntiva può richiedere una verifica della forma d’onda con target di corrente 2 Ω, eseguita in contact discharge con la punta di scarica in aria montata, a livelli compresi tra 2 kV e 15 kV. Questo sposta l’attenzione da “solo EUT” a “catena di misura + ripetibilità”.
| Famiglia di prova | Dove colpisce tipicamente in un power product | Mitigazioni progettuali tipiche |
|---|---|---|
| ESD (IEC 61000‑4‑2) | HMI, connettori, chassis, ingressi sensore | Percorso ESD su chassis, TVS selezionati per capacità/energia, separazione “dirty/clean”, bonding HF |
| EFT/Burst e disturbi veloci | 24 V aux, I/O, cablaggi cabinet | Filtri e decoupling, zonizzazione cabinet, schermature continue, limitazione sovratensioni; attenzione a cavi lunghi |
| Surge | Ingressi rete e linee esterne | Coordinamento SPD, layout a bassa induttanza, percorsi di ritorno definiti e robusti |
| Emissioni RF (CISPR 11/EN IEC 55011) | Switching node, cavi, aperture enclosure | Filtri CM/DM, passacavi EMC, riduzione dv/dt quando possibile, routing e schermature in cabinet |
| Ambiente sottostazione (IEC 61000‑6‑5) | Ausiliari DC e controllo | Bonding/earthing “substation grade”, segregazione funzionale, verifiche in sito |
Power design orientato alla compliance
Layout e cablaggio: il ritorno di corrente è il requisito invisibile
Nel 2026 vale una regola semplice: la maggior parte dei problemi EMC di un convertitore nasce dai percorsi di ritorno, non dai blocchi funzionali. Il manuale Siemens EMC per sistemi di azionamenti (drive) insiste ad esempio su mesh bonding, zonizzazione nel cabinet, posa dei cavi e connessione “a grande superficie” degli schermi. Esempi operativi: mantenere separazione tra cavi di segnale e cavi di potenza/unshielded mains (ordine 200 mm) o usare separatori metallici collegati al bonding; e, su alcune interfacce 24 V, considerare misure specifiche quando le lunghezze superano ~30 m.
Filtraggio: cablaggio e meccanica fanno parte del filtro
Un filtro EMI efficace non è solo un componente “a catalogo”: include impedenze reali di cavi, chassis e passaggi. Una guida GE di wiring EMC‑compliant mette l’accento su aspetti meccanici determinanti: contatti metallici affidabili (ad esempio rimuovere vernici dove serve contatto), bonding di pannelli/porte e connessioni dirette alla barra di terra del cabinet. In pratica, due schemi identici possono comportarsi diversamente in emissione se cambia il modo in cui il modo comune “chiude” attraverso il cabinet.
Termica e semiconduttori: esempi numerici utili
Un controllo rapido: a 98,5% di efficienza, un convertitore da 250 kW dissipa ~3,75 kW; aggiungere filtraggio o ridurre dv/dt può migliorare EMC, ma spesso sposta perdite su magnetici o aumenta le perdite di commutazione. Su scala utility il fenomeno è macroscopico: ABB riporta che nelle moderne stazioni HVDC Light le perdite a pieno carico sono inferiori all’1% per stazione; per 900 MW significa meno di 9 MW di calore da gestire per stazione, quindi thermal management e perdita garantita diventano parte delle specifiche.
| Obiettivo termico | Leva di progetto | Rischio EMC associato |
|---|---|---|
| Ridurre perdite switching | Ridurre fsw o modulazione più “morbida” | Spettri EMI più concentrati a frequenze inferiori; possibile aumento emissioni condotte |
| Aumentare densità di potenza | Componenti più ravvicinati, cablaggi corti | Maggior accoppiamento tra domini; necessaria zonizzazione e schermatura |
| Stabilità filtro EMI | Magnetici/condensatori con rating termico adeguato | Deriva con temperatura → margini EMC meno ripetibili |
| Controllo hot‑spot su gate driver | Loop gate/return minimizzato | Migliora immunità e riduce correnti CM; richiede reference e bonding coerenti |
Compatibilità elettromagnetica nei sistemi di potenza
Quando un prodotto entra in un sistema (impianto, sottostazione, grande convertitore), le sorgenti EMI e i percorsi di propagazione cambiano: cablaggi e strutture diventano parte del problema. CIGRÉ ha formalizzato lavori dedicati alle problematiche EMC indotte da fulmini e switching in sistemi DC e nuove apparecchiature DC basate su elettronica di potenza, con focus sull’impatto sui sistemi secondari esterni al convertitore (controllo, misura, telecom).
Un review IEEE su EMI nei convertitori MMC (es. per HVDC ed eolico offshore) sottolinea che, con molti sub‑moduli, le sorgenti EMI e i percorsi di propagazione vanno trattati in modo strutturato (sorgente‑percorso‑mitigazione). La lezione è generale: appena il sistema è modulare e cablato, modellare impedenze parassite e ritorni diventa un requisito di progetto.
ABB descrive l’uso di un digital twin di sottostazioni HVDC Light e cablaggi associati per indagini EMC durante design, commissioning e operation, evidenziando l’importanza di modelli validati che includono wiring reale. È un pattern trasferibile ai grandi cabinet: modellare passacavi, bonding e filtri insieme alla parte “elettrica” riduce iterazioni e rischi in qualifica.
Case study normative EMC
Lo Special Report CIGRÉ 2024 (SC C4) riporta un caso di interferenza nel sistema di controllo di una moderna stazione HVDC, dovuta a disturbi transitori veloci sull’alimentazione ausiliaria DC durante l’operazione del GIS che connette l’HVDC alla rete AC; nel report si indica anche che vengono descritte mitigazioni adottate per risolvere il problema.
Il punto normativo‑ingegneristico è che un prodotto può risultare conforme a prove standard in condizioni controllate, ma andare in difficoltà quando l’ambiente genera transitori very‑fast (VFTO) che accoppiano su ausiliari e cablaggi di controllo. Qui standard come IEC 61000‑6‑5 forniscono un linguaggio comune per specificare immunità e per legare “design rules” (bonding, segregazione, filtri, routing) a una validazione coerente con ambienti power station/substation, riducendo ambiguità tra fornitori e operatori.
Certificazione, documentazione e supply chain
Nel 2026 conviene trattare gli standard come “artefatti versionati”: selezione, edizione, data e impatto su test plan. EN IEC 61000‑4‑2:2025 esplicita la transizione con dop 2026 e dow 2028; EN IEC 55011:2025 rende disponibile in Europa l’edizione CISPR 11:2024. Parallelamente, la Commissione europea chiarisce che i riferimenti degli standard armonizzati sono pubblicati nell’OJEU e possono fornire presunzione di conformità alla Direttiva EMC entro lo scopo applicabile.
Il legame con la supply chain è diretto: le parti EMC‑critiche (choke, X/Y, passacavi schermati, guarnizioni, connettori) subiscono sostituzioni di materiale o package; a parità di valore nominale cambiano ESR/ESL e comportamento in saturazione, spostando margini di emissione/immunità. Nel ciclo 2026–2028, la combinazione più efficace per ridurre re‑test imprevisti è pre‑compliance continua + change control su BOM e cablaggi + linee guida installative “cabinet‑level” coerenti con lo standard di prodotto.
Conclusioni e ulteriori letture
Il 2026 premia chi progetta la compliance come parte dell’architettura. La migrazione a EN/IEC 61000‑4‑2:2025 sposta l’attenzione su ripetibilità ESD (calibrazione e setup) e rende il 2026 un anno di aggiornamento operativo; l’adozione EN di CISPR 11:2024 consolida l’attenzione alle emissioni RF su un range esteso; e i riferimenti di prodotto/sistema (IEC 61800‑3 con corrigendum, IEC 61000‑6‑5, IEC 61803:2026 e IEC 62751) aumentano la coerenza tra misure, perdite/termica e prestazioni in ambienti reali.
