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Approvato il Regolamento UE sulle Materie Prime Critiche

Lo scorso 12 dicembre 2023, il Parlamento Europeo ha finalmente approvato il Critical Raw Materials Act.
Il regolamento mira a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile delle materie prime critiche ovvero di tutti quegli elementi, minerali e metalli essenziali per la transizione ecologica e digitale da parte dell’Europa.

Attualmente, infatti, l’UE dipende ampiamente da Paesi terzi, in particolare situati in Asia, per l’approvvigionamento di queste materie prime.
Parliamo di cobalto, rame, litio, grafite naturale, nichel e terre rare per magneti. Tutti materiali indispensabili per il futuro sviluppo dell’industria europea e la sua competitività.

Vediamo più in dettaglio di cosa si tratta.

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Cos’è il Raw Material Act

Il Raw Material Act è un pacchetto di misure presentato dalla Commissione Europea che mira a garantire un approvvigionamento sicuro, diversificato e sostenibile delle materie prime critiche. Il regolamento elenca 34 materie prime critiche, di cui 17 sono considerate strategiche, come  bismuto, cobalto, rame, gallio, germanio, litio, magnesio metallico, manganese, grafite naturale, nichel, metalli del gruppo del platino, silicio metallico, titanio metallico, tungsteno ed elementi delle terre rare per magneti quali neodimio (Nd), praseodimio (Pr), terbio (Tb), disprosio (Dy), gadolinio (Gd), samario (Sm) e cerio (Ce).

In sintesi, il regolamento mira a rafforzare tutte le fasi della catena del valore europea delle materie prime critiche:

  • diversificando le importazioni dell’Europa per ridurre la sua dipendenza strategic da altri Paesi (ndr. attualmente l’UE dipende per il 100% dalla Cina per l’approvvigionamento di terre rare, per il 98% dalla Turchia per l’approvvigionamento di boro e per il 71% dal Sud Africa per l’approvvigionamento di platino);
  • migliorando la capacità europea di monitorare e mitigare i rischi di perturbazioni nell’approvvigionamento di materie prime critiche;
  • rafforzando i concetti di circolarità e sostenibilità ambientale nell’industria.

I punti principali e gli obiettivi del Regolamento sulle Materie Prime Critiche sono i seguenti:

  • Aumento dell’estrazione europea
    Entro il 2030, almeno il 10% delle materie prime critiche consumate nell’UE dovrà essere estratto da miniere europee. Attualmente, lo è solo il 3%.
  • Lavorazione in Europa
    Almeno il 40% delle materie prime critiche consumate nell’UE dovrà essere lavorato (raffinato) in Europa entro il 2030.
  • Recupero e riciclo
    Sempre entro il 2030, il 25% delle materie prime critiche consumate nell’UE dovrà provenire da attività di recupero e riciclo.
  • Fonti esterne: 
    Non più del 65% del consumo annuo dell’Unione di ciascuna materia prima strategica in qualsiasi fase pertinente della trasformazione può provenire da un unico Paese terzo. Questo per garantire maggiore sicurezza e indipendenza da fenomeni geopolitici che potrebbero causare improvvise rotture nella catena di approvvigionamento.

Cosa devono fare i singoli Paesi membri dell’UE

Il Raw Material Act richiede una serie di azioni da parte degli Stati membri dell’UE. Ne elenchiamo i principali:

  • Semplificazione normativa: I progetti estrattivi dovranno beneficiare di una semplificazione e velocizzazione dei processi di ottenimento dei permessi. I permessi di estrazione dovrebbero essere rilasciati entro un massimo di 27 mesi, mentre i permessi di trasformazione e riciclaggio entro 15 mesi.
  • Coordinamento tra gli Stati membri: È necessario un maggiore coordinamento tra gli Stati membri per ottenere una visione più precisa delle riserve nazionali di materie prime critiche.
  • Ricerca e formazione: saranno create attività di formazione dedicate per sviluppare le competenze necessarie per il settore delle materie prime critiche e formare i lavoratori.
  • Diversificazione dei partner commerciali: Sarà promossa la diversificazione dei partner commerciali attraverso l’istituzione di un “Critical Raw Materials Club”, che mira a rafforzare i rapporti con i Paesi ricchi di risorse minerali e attrarre investimenti e tecnologie in Europa.
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Redazione Fare Elettronica