Tavolo interattivo in marmo

start-up Apuana Corporate
Un bellissimo e utile tavolo in marmo dalle dimensioni di 130 cm. per 70 cm. capace di comandare tanti dispositivi e oggetti d’arredo, come lampade e orologi attraverso la rete, al solo tocco delle icone appropriate. Possibilità di interagire anche con uno smartphone.

Una breve descrizione del progetto

Il progetto è rappresentato da un sistema composto da 5 oggetti: un tavolo, un orologio, due lampade e un pannello a parete. All’interno di ciascun oggetto è alloggiata una scheda open software/hardware Photon (Particle), che integra un modulo wifi e un microcontrollore ARM Cortex M3. In questo modo è garantita ad ogni elemento la connettività wifi, che avviene tramite una applicazione web appositamente sviluppata, la quale si interfaccia con la piattaforma Particle Cloud in modo gratuito. A seconda della funzione di ciascun oggetto sono stati inseriti altri componenti, in particolare: nel tavolo si trovano 4 sensori capacitivi e nella lampada che funziona da interruttore è alloggiato un sistema di carica ad induzione tramite il quale vengono attivate le funzioni del tavolo. Per quanto riguarda la lampada ECO invece, che accende i suoi led in modo proporzionale al livello sonoro presente in una cava, è stato necessario mettere un microfono a Carrara, sempre collegato a internet tramite una scheda Photon. In più, sempre nel tavolo, è inserito un chip NFC passivo programmato con una serie di dati che ne tracciano la produzione e con un puntatore che rimanda ad un sito di riferimento, dove si trovano i soliti comandi del tavolo in grado di funzionare, tramite una web app, in parallelo alla consolle fisica.
 

 

Qual’è il suo scopo e quali problemi risolve?

Il progetto è nato più come un dimostratore che come un prodotto vero e proprio, la sua finalità è quella di far capire che anche il marmo e l’oggettistica realizzata dalla nostra rete di artigiani, è pronta per il mercato dell’Internet delle cose, noi ci siamo e siamo pronti a collaborare con tutti.
 

 

Fasi di gestazione e progettazione: quanto tempo avete impiegato per realizzarlo?

Sembra incredibile ma il tutto è nato in pochissimo tempo, in nemmeno un mese siamo passati dall’idea al prototipo funzionante, ma non è stato solo merito dei tecnici che hanno lavorato alle parti elettroniche, hanno partecipato attivamente anche una decina di imprese artigiane e sei desginer che hanno seguito ognuno la propria parte del progetto complessivo.
 

 

Che problemi tecnici avete incontrato durante la realizzazione?

Credo sia un affermazione banale, un discorso è progettare su carta, un altro è la realizzazione pratica; è logico e normale che in una fase di prototipazione ci sia qualcosa che vada storto, l’importante è il rispetto per il lavoro degli altri e capire che qualcosa può essere modificato per il bene comune, basta tenere presente che è il risultato finale che conta, anche se il progetto è leggermente diverso da quelle che erano le singole tensioni individuali, questo è il bello di lavorare assieme, la voglia di stare assieme deve essere più forte della necessità di affermarsi come singolo.
 

 

Come avete superato eventuali problemi di progettazione?

Ne abbiamo parlato tutti assieme, senza pensare che nessuno avesse la soluzione in tasca, in fondo sbagliare è umano, sono le soluzioni che a volte stentano ad esserlo.
 

Tutto ciò che possa mettere in luce, al microscopio, il progetto

E’ stato un grande gioco di squadra, reso possibile dal nostro modello partecipativo che potete trovare su google digitando “la fabbrica diffusa 4.0”.
 

Come intendete diffondere la vostra idea? E nel Web?

Subito dopo la realizzazione del prototipo è partito un tour che dura ormai dalla metà di maggio, abbiamo debuttato alla fiera del marmo a Carrara, poi siamo stati allo SMAU di Firenze a Luglio; il mese di ottobre poi abbiamo fatto il pieno, siamo stati alla fiera di Padova ILLUMINOTRONICA, alla MAKER FAIRE di Roma, al SAIE di Bologna e di nuovo allo SMAU, questa volta a Milano; sul web sono stati caricati dei video del progetto, girati in occasione delle fiere, poi abbiamo i nostri canali social ed il nostro sito web …. ma la visibilità per i progetti così innovativi non è mai abbastanza, già quello dell’IOT non è un concetto semplicissimo e la gente comune tende a confonderlo con la domotica, se poi ci mettiamo anche l’integrazione negli oggetti di design in marmo, diventiamo una nicchia nella nicchia.
 

 

Pensate che possiate incontrare difficoltà nel reperire i componenti appropriati per il lvostro progetto? Fare Elettronica potrebbe aiutarvi?

 
Il vero problema in questo momento, più che quello della reperibilità dei componenti è quello della reperibilità dei progetti, abbiamo un potenziale incredibile fra le mani, ma non abbiamo ancora una massa critica attraverso la quale mandarlo a regime, allo scopo noi, nel nostro piccolo stiamo pensando di organizzare dei corsi di integrazione di IOT nel marmo per le tre figure professionali coinvolte, i marmisti, i designer e gli elettronici, e creare un blog di discussione dove incrociare le loro esperienze, solo parlandone possono venire fuori le applicazioni … poi ci vuole la voglia di sperimentare e di divertirisi un pò … sbagliando.
 

 

Perche il vostro prodotto è diverso dagli altri?

Più che diverso, credo sia il primo che affronti queste tematiche sul campo, e già questo è per noi un vanto, però, di comune accordo con i nostri ingegneri elettronici, anzichè proteggerlo, affidandoci a soluzioni chiuse, abbiamo scelto tecnologie open source che rendessero possibile una estrema personalizzazione, formulata sulle esigenze del cliente, dando anche spunti per un uso poetico della tecnologia.
 

 

Vostri liberi commenti

Credo che le imprese e i professionisti che hanno preso parte a questo progetto abbiano capito fin dall’inizio lo spirito che lo aveva animato; grazie a questo siamo riusciti a risolvere a pochissimi giorni dal debutto un incidente che in un altro contesto si sarebbe rivelato fatale … mancavano due giorni dalla prima uscita in occasione della fiera del marmo a Carrara, CARRARAMARMOTEC 2016, e durante le operazioni di integrazione tra elettronica e marmo il tavolo si è letteralmente spaccato a metà, abbiamo lavorato due notti intere per ripararlo e abbiamo dovuto cambiarne in parte anche l’aspetto estetico, ma alla fine ci siamo riusciti e nessuno si è accorto di niente … è stato veramente un gioco di squadra, fino all’ultimo, e sempre con il sorriso sulle labbra!!!
 

 

Mi piacerebbe ringraziare qualcuno, posso?

A parte le imprese e i liberi professionisti coinvolti, credo che una grossa parte dei meriti per i risultati che potete vedere siano di Valentina Lapolla, è difficile trovare persone tanto competenti, semplici ed affidabili; a volte fare un progetto con latre persone ti regala cose che non avevi messo in conto.
 

 

Informazioni

Claudio Morelli – APUANA CORPORATE
Te. 0585 840365 – info@apuanacorporate.com

 
 
 
 

GIOVANNI DI MARIA